aliano
A ridosso del centro abitato e nei pressi della frazione di  Alianello è venuta alla luce un'importante necropoli Enotra che ha restituito un'enorme quantità di reperti, corredi di armi nelle tombe maschili e ornamenti in ambra e metalli in quelle femminili. Aliano è nota soprattutto perchè nel 1935 vi fu confinato lo scrittore  e pittore torinese Carlo Levi, che riposa nel cimitero del paese. La visita di Aliano comincia con i luoghi descritti da Carlo Levi nel “Cristo si è fermato ad Eboli”. Partendo dalla chiesa madre in stile barocco, dedicata a San Luigi Gonzaga, si percorre il centro storico passando dal fosso del bersagliere, dalla casa con gli occhi, dal Palazzo Caporale, fino alla casa di confino di Carlo Levi e al vecchio frantoio, che custodisce arnesi e utensili dei contadini e oggetti realizzati dai pastori. Aliano è il paese dei calanchi  burroni monumentali  di argilla bianca,  e ai calanchi sono dedicate le pagine più suggestive del libro “… ed ogni intorno altra argilla bianca senz’alberi e senz’erba, scavata dalle acque in buche, in coni, piaggie di aspetto maligno; come un paesaggio lunare… e da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come liberate nell’aria”.  Nell'antico palazzo caporale è stato allestito un piccolo museo storico che custodisce documenti del confino, fotografie e litografie di Carlo Levi e alcune copie dei suoi dipinti, mentre nella casa di confino si apprezza un interessante documento multimediale.