castelmezzano
Anticamente il paese fu chiamato Castro Mediano per la sua posizione centrale rispetto ai castelli di Pietrapertosa, Laurenzana, Brindisi di Montagna e Tricarico. Il paese ci appare come in una fiaba adagiato sulle guglie rocciose delle piccole dolomiti lucane che assumono forme bizzarre per igli agenti atmosferici che modellano la sua superficie. Un piccolo magico presepe dove nidificano la poiana, il nibbio bruno e il nibbio reale. Il borgo conserva ancora i palazzi gentilizi appartenuti alla nobiltà locale e i ruderi del vecchio castello medievale posto in cima alla montagna. Alcuni gradini scavati nella roccia conducevano ad un antico posto di vedetta dal quale si poteva osservare l’intera valle del fiume Basento. Più giù in mezzo ai ruderi del fortelizio vi è una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche, indispensabile per la vita dei soldati in caso di assedio nemico. Da visitare la Chiesa Madre nella piazza principale del paese che custodisce alcune statue lignee di pregio, tra cui la bellissima Madonna dell’Olmo del secolo XIV, e alcuni dipinti su tela di grandi maestri lucani, tra cui la "Trinitas terrestris " del manierista Giovanni de Gregorio di Satriano di Lucania l'antica Pietrafesa, detto anche "il Pietrafesa" e la "Madonna col Bambino tra i Santi Carmelitani" di Cesare Scerra, cresciuto stilisticamente nella bottega di Pietro Antonio Ferro.Il paese a giusta ragione è inserito nel club de "I borghi più belli d'Italia".