Basilicata o Lucania
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Lagopesole - castello
irsina
| Il paese occupa un erto colle sulla media valle del Bradano al confine con la vicina Puglia. Il borgo antico si sovrappone al centro abitato d’età preromana. L’antica Montepeloso appartenne ai Longobardi del ducato di Salerno e poi ai Bizantini che la difesero strenuamente. Appartenne alla contea di Montescaglioso e nell’anno 1132 fu occupata da Tancredi di Conversano, conte di Brindisi, ed in seguito da Ruggero II. Tra i feudatari si avvicendarono Pietro Beaumont, Giovanni di Monfort e i Del Balzo nel 1347. Seguirono i Caetano d’Aragona, i Tobia, i Grimaldi di Genova nel 1586, i Riario di Corleto e gli Sforza-Nugent. Lo stemma del paese rappresenta tre spighe di grano su tre monti. Passando per la Porta medievale di S. Eufemia, difesa da una torre circolare di considerevole altezza, si raggiunge la Cattedrale dell’Assunta, uno scrigno prezioso con opere d’arte di grande valore. Della originaria costruzione romanica ci restano la cripta ipogea e il campanile quadrangolare con bifore in stile gotico. La chiesa, arricchita da altari marmorei settecenteschi di scuola napoletana, è divenuta celebre negli ultimi anni per la scoperta della statua di Sant’Eufemia che lo storico dell’arte Clara Gelao ha attribuito ad Andrea Mantegna (1431-1506). Fu realizzata tra il 1452 e il 1455 in pietra di Nanto e colorata a tempera e olio. S. Eufemia, protettrice del paese, sorregge con la mano sinistra una roccaforte e introduce la mano sinistra nella fauci di un leone. Un'altra statua raffigurante la Madonna col Bambino è stata attribuita a Nicolò Pizzolo, un allievo del Mantegna. inoltre la chiesa madre custodisce un pregevole fonte battesimale in pietra e un corcifisso ligneo attribbuito alla scuola di Donatello. Da visitare la cripta ipogea della chiesa di San Francesco che presenta un interessante ciclo di affreschi di scuola senese e pisana databili tra il 1370 e il 1373. |
