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metaponto
| Le coste del Mar Ionio furono approdi privilegiati dei coloni greci. Dopo che gli Spartani ebbero fondato la città di Taranto, sul finire dell’VIII secolo a.C., gli Achei, Greci del Peloponneso, fondarono le città di Metaponto, Sibari, Crotone, Caulonia (RC) nella metà del VII secolo a.C. Al seguito dei coloni greci arrivarono maestri fabbri, muratori, scalpellini, scultori, architetti, urbanisti, pittori, orafi e vasai, ma le città furono soprattutto centri agricoli attorno ai quali ruotavano tantissimi villaggi rurali detti Kòmai. Nell’anno 530 a.C. Metaponto alleata con Sibari e Crotone distrusse Siris e nell’anno 510 a.C. alleata con Crotone distrusse Sibari. Durante la guerra del Peloponneso i Metapontini portarono aiuti preziosi ad Atene. Il suo declino cominciò nell’anno 433 a.C., cioè quando Turi, fondata nell’anno 510 a.C. da Atene sulle rovine di Sibari, e Taranto fondarono Heraclea sulle rovine di Siris. Infine i Romani alleati di Heraclea distrussero Metaponto nell’anno 209 a.C. e la ridussero a castro Romano. L’area archeologica comprende una parte della città del VI sec. a.C. con le grandi arterie stradali, i quartieri, l’area sacra, il teatro, i canali di bonifica e di drenaggio delle acque per un territorio reso paludoso dallo straripamento dei fiumi che non hanno una regolare pendenza verso il mare. All’interno del Temenos, il recinto sacro, sono le rovine di 5 templi. Il più antico è quello di Atena che risale all’anno 610 a.C. fu poi ricostruito nell’anno 470 a.C. insieme al tempio ionico di Artemide (480 – 470 a.C.). Seguono il tempio di Hera (570-530 a.C.) e quello di Apollo Licio (560 – 520 a.C.). Infine il piccolo tempio di Dioniso esalta il culto del banchetto all’interno dell’area sacra. Metaponto e tutto l’arco ionico è senz’altro quello che conserva meglio l’evidenza della civiltà contadina greco-romana. Gli intensi sopralluoghi fatti dalla Soprintendenza fino al 1973 hanno rilevato più di cento insediamenti solo nella zona tra il Bradano e il Basento. Un numero imponente e sufficiente a far riconsiderare il tradizionale modello di Polis greca. I sopralluoghi effettuati a tappeto dal gruppo di Cesare D’Annibale , in una fetta di territorio larga 4 chilometri e lunga circa 10 hanno portato al riconoscimento di oltre 400 siti, tra cui fattorie, fornaci, santuari e necropoli. Tantissimo è il materiale in superficie. Predomina quello del IV sec. a.C., ma di frequente lo troviamo mescolato a materiale arcaico o a pasta grigia di tipo ellenistico-romano. |
