miglionico
I ritrovamenti archeologici dell’età del bronzo e del ferro, in tutto il territorio di Miglionico, confermano l’esistenza di vaste necropoli ricche di corredi funebri. Secondo la leggenda, il centro abitato fu fortificato da Milone, leggendario lottatore di Crotone. Lo stemma comunale raffigura un cavaliere che si dirige verso un castello posto su di un drappo dorato siglato con “sette M”: “Milo Magnus Miles Munivit Miglionicum Magnis Muris” (Milone, Milite, Magno, Munì Miglionico di Magnifiche Mura). Antica roccaforte dei Longobardi, appartenne ai normanni che costruirono il Castello, uno dei maggiori esempi di architettura fortificata pre-sveva. La storia del paese è strettamente legata alle vicende che interessarono il castello medievale edificato per volere di Alessandro figlio del conte normanno Goffredo di Conversano, trasferitosi nell’anno 1098 a Matera con la moglie Matilde. Il castello appartenne ai Sanseverino che capeggiarono la rivolta dei Baroni contro il Re di Napoli e la Casa d’Aragona nel 1485-1486. La tragica fine dei congiurati valse al castello il titolo funesto di “Malconsiglio”. L’edificio, munito di torri quadrate e circolari, si sviluppa attorno ad un ampio cortile che, nonostante le trasformazioni operate dai Revertera, Duchi della Salandra, che presero il titolo di Conti di Miglionico, conserva intatto il suo impianto medievale a forma quadrata, con cisterna al centro. La Chiesa Madre, intitolata a Santa Maria Maggiore, custodisce il celebre Polittico di Giambattista Cima da Conegliano composto da 18 pannelli realizzati nel 1499, e acquistati a Lipsia un secolo più tardi dal canonico e musicista, Don Marcantonio Mazzone di Miglionico, quale dono per la comunità. Degno di nota, infine, il Crocifisso ligneo di Angelo da Pietrafitta del secolo XVII.