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Matera - città dei Sassi

Matera - città dei Sassi

chiese rupestri
Nel parco della murgia, e lungo il costone della Gravina, si registra un elevato numero di insediamenti rupestri a partire dal IX secolo collegati alla presenza di monasteri benedettini. Oltre alle chiese di origine monastica, si contano santuari rupestri e cappelle private, legate alle istituzioni vescovili e alle esigenze della popolazione locale distribuita nelle campagne. Sin dal medioevo, lungo le vie erbose della transumanza si scavarono ovili, casali rupestri e luoghi di culto utilizzati per le celebrazioni liturgiche, ma solo in concomitanza di particolari ricorrenze religiose, quali ad esempio la festa del santo cui la chiesa era dedicata. I casali rupestri sono villaggi medievali con stalle, cisterne, magazzini, depositi per attrezzi da lavoro, chiesa rupestre con fonte battesimale e annessa area sepolcrale. Tra le chiese più antiche e di sicura origine monastica è la cripta del peccato originale con dipinti murali di matrice longobarda del IX secolo, i più antichi della regione. Alcune chiese rupestri sono legate al culto di san Michele arcangelo, come sant’angelo della mensa, sant’angelo lo cupo, e cozzo sant’angelo nelle vicinanze di Montescaglioso. Altre sono inserite in casali rupestri o inglobate negli ovili, come santa maria de olivara, santa maria del risciolo, sant’andrea e san falcione. La chiese più antiche hanno un pilastro centrale e due archi laterali di ingresso al santuario, mentre nell’aula corre una banchina laterale, per rimanere seduti durante la celebrazione, è il caso della cripta del canarino o della cripta di pandona. Spesso all’esterno delle chiese si notano tombe monumentali ad arcosolio databili all’VIII-IX secolo. A volte invece l’altare è scavato nell’aula come a san falcione o a san Nicola dei greci. Vi sono quindi chiese rupestre ad una sola navata, come la cripta della scaletta, a due navate come la chiesa del cappuccino vecchio e a tre navate, come la madonna delle tre porte, sant’elia e tante altre. I luoghi di culto scavati nel periodo romanico hanno absidi, colonne quadrilobate, volte a crociere, pareti decorate da archetti ciechi e linee spezzate, cupolette scavate a cerchi concentrici sulle volte, richiamando così gli elementi architettonici e decorativi delle chiese costruite. Gli esempi più importanti sono visibili nella chiesa rupestre di santa barbara, nel santuario della vaglia, a san vito alla murgia, alla madonna della croce, alla madonna delle virtù. Non mancano chiese rupestri dei periodi successivi come cristo la gravinella, crocifisso della pecchiara, la madonna dei derelitti, la madonna delle vergini e tante altre, tutte affrescate. I santuari sono legati al culto della vergine maria, come la madonna della croce, la madonna delle vergini, la madonna della murgia, santa maria della palomba e santa maria della valle verde oppure alla festività della santa croce, come cristo la selva, cristo la gravinella e crocifisso a san martino. Tra gli affreschi più importanti si ammirano il cristo pantocratore, nella chiesa di san gennaro al bradano e san giovanni in monterrone, l’annunciazione, nella madonna delle tre porte, e i santi guerrieri: san Michele e sant’eustachio, patrono di matera, come san’eustachio alla selva. In molte chiese si osservano gli affresci di San Nicola, protettore dei pastori della murgia, e di san vito, il protettore dei contadini.