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Calanchi
parco del pollino
| Il Parco Nazionale del Pollino compreso tra Calabria e Basilicata con oltre 192.000 ettari di superficie e ben 56 comuni rappresenta la più grande area protetta italiana. Il parco tutela la catena montuosa dell’appennino meridionale, che interessa i massicci dell’Orsomarso, del Pollino e del Monte Alpi. Un territorio montuoso composto da rocce calcaree, dolomitiche, basaltiche e di origine vulcanica, con sorgenti d’acqua limpida che scendono nelle valli del Frido, del Peschiera, del Rubbio e del Sarmento, del Raganello, del Coscile, dell’Argentino e dell’Abetemarco. Le cime più alte sono quelle di Serra Dolcedorme (m. 2266), Serra di Crispo (m. 2053), Serra del Prete (m. 2180), Serra delle Ciavole (m. 2127) e Monte Pollino (m. 2248). Il paesaggio è di una varietà estrema e di grande bellezza. Fino agli 800 metri prevale la macchia mediterranea con presenza di mirto, corbezzolo, ginepro, lentisco, ginestra. Oltre i 1200 metri di altezza boschi di castagno, cerro, leccio e roverella cedono lentamente il posto a boschi di faggio, abete bianco, carpino, pino nero e acero. In alcune zone è presente la rara associazione faggio-abete. Sulle cime più alte vive incontrastato un relitto dell’ultima glaciazione il pino loricato che assume forme bizzarre per i venti forti e per il peso della neve. Tra i rilievi montuosi di serra delle ciavole e serra di crispo si apre la grande porta del pollino, che immette nei piani di pollino, una prateria d’alta quota di eccezionale bellezza. Il patrimonio faunistico è vario e interessante. Nel parco vivono rare specie faunistiche come il lupo appenninico, in via di estinzione, l’aquila reale, il corvo imperiale la taccola, il falco pellegrino e il capriolo dell’orsomarso. Il profondo rapporto dell’uomo con la natura è alla base dei culti arborei come la Sagra dell’Abete a Rotonda, la festa dell’Antenna di Castelsaraceno, la processione religiosa al monte pollino. La minoranza albanese di San Costantino Albanese, San Paolo Albanese, Cersosimo, Noepoli, Civita, conserva con tenacia la lingua Arberesh tramandata dai padri per via orale e le antiche tradizioni. Il costume tipico viene indossato durante le feste nei cortei di danze e canti al suono della surdulina, uno strumento musicale tipico simile alla zampogna. |
